“Palestina, Iran e l’ipocrisia dell’Occidente. Ci stanno raccontando solo una parte della verità”

Roma 17 giu 2025 – L’imprenditore romano Gianluca Pietrucci rompe il silenzio su uno dei temi più delicati e controversi della scena geopolitica internazionale: il conflitto in Medio Oriente, il ruolo dell’Iran e le reali motivazioni dietro l’inerzia o le azioni delle potenze mondiali.

“Quello che stiamo vedendo a Gaza non è più un conflitto: è un genocidio. Trecentomila morti, città rase al suolo, bambini sotto le macerie… e la comunità internazionale resta ferma, quando non complice.”

Pietrucci non usa mezzi termini e paragona l’attuale premier israeliano a una figura storica nota per la sua crudeltà:

“Netanyahu è diventato l’Erode del nostro tempo. Ha autorizzato una distruzione che va oltre ogni legittima difesa. E mi chiedo: è possibile che il Mossad, uno dei servizi segreti più efficienti al mondo, non sapesse nulla del 7 ottobre? Io credo l’abbiano lasciato accadere. Serviva un pretesto, una giustificazione per scatenare una guerra progettata da tempo.”

Una guerra, secondo l’imprenditore, con obiettivi strategici a lungo termine:

“Con Gaza rasa al suolo e un’intera generazione cancellata, Israele non avrà più problemi a sud per almeno trent’anni. Ma a che prezzo umano e morale?”

Sul fronte iraniano, Pietrucci solleva interrogativi pesanti che mettono in discussione le narrative ufficiali:

“Siamo davvero sicuri che l’Iran non abbia già l’arma nucleare? Io credo che ce l’abbia. Se gli Stati Uniti avessero avuto la certezza che Teheran fosse ancora lontana dalla bomba, l’avrebbero già rasa al suolo. Ma se non lo fanno è perché sanno che l’Iran ha potere deterrente e una rete di alleanze solida, a partire dai BRICS.”

Secondo lui, l’ingresso dell’Iran nei BRICS ha cambiato gli equilibri:

“Oggi l’Iran può chiedere supporto militare a potenze come Russia e Cina. E parliamo di un’alleanza concreta, non solo diplomatica. Iran e Russia già si aiutano a vicenda sul piano militare, si scambiano tecnologia, droni, missili… Non è fantapolitica, è realtà.”

Anche il presidente russo Vladimir Putin, secondo Pietrucci, ha mosso passi da vero mediatore:

“Putin ha offerto una mediazione vera. In pochi lo dicono, ma tra Israele e Russia esiste un legame storico. Ci sono più di un milione di cittadini israeliani di origine russa, e in Russia c’è una regione ebraica autonoma. I grandi oligarchi russi sono in buona parte ebrei: chi pensa che Mosca voglia distruggere Israele non ha capito nulla.”

Pietrucci accusa l’Occidente di avere una visione miope e strumentale dei conflitti:

“I media ci mostrano sempre lo stesso frame: l’attacco subito da Israele, la minaccia iraniana… ma non ci fanno mai vedere le cause profonde, le responsabilità storiche, le vittime senza voce. Una guerra serve sempre a qualcosa: risolvere crisi interne, ottenere consenso, distrarre da scandali economici. E, nel frattempo, vendere armi.”

Conclude con un appello:

“Serve verità, non propaganda. Serve un’Europa capace di mediare, non di allinearsi. E serve un mondo che cominci a dare lo stesso valore a ogni vita umana, che sia israeliana o palestinese, russa o iraniana. Serve riflettere sulle bombe chimiche in Iraq mai ritrovate  oggi distrutto e senza una guida politica stabile, quando il pretesto la sè il nucleare mentre in realtà l’obiettivo reale è centrato sui  giacimenti petroliferi e lo sbocco sul Golfo Persico”.

Secondo l’imprenditore romano Gianluca Pietrucci, il conflitto in corso rappresenterebbe “una guerra mascherata”, utile a distogliere l’attenzione da altre vicende internazionali controverse, tra cui il caso Epstein e le sue implicazioni politiche negli Stati Uniti, in un momento delicato anche in vista delle prossime elezioni di medio termine.

“Non si tratta – sostiene – di una questione legata alla libertà dei popoli, ai diritti delle donne o al rischio nucleare, ma piuttosto di un tema strettamente economico e strategico”. Pietrucci sottolinea infatti il ruolo dell’Iran nello scenario energetico globale, definendolo una delle principali potenze mondiali per riserve di petrolio e un partner chiave per la Cina, che a sua volta detiene una quota rilevante del debito statunitense.

Nella sua analisi, l’imprenditore inserisce inoltre la crisi attuale in un contesto geopolitico più ampio, che vedrebbe sullo sfondo la crescente tensione tra Stati Uniti e Cina, con particolare riferimento all’area di Taiwan.

Pietrucci ipotizza infine scenari futuri controversi, legati a possibili ridefinizioni degli equilibri territoriali e strategici nella regione mediorientale, sottolineando come l’evoluzione del conflitto potrebbe avere conseguenze profonde sugli assetti internazionali.

Comments (0)
Add Comment