ROMA – La difficoltà di trovare personale e trasmettere competenze rischia di lasciare senza ricambio professioni indispensabili alla vita quotidiana. L’imprenditore romano Gianluca Petrucci condivide la riflessione di Flavio Briatore sul futuro dei mestieri manuali e richiama l’attenzione sul settore veicolare: meccanici, carrozzieri, garagisti e addetti alla pulizia delle automobili sono figure delle quali, sottolinea, le imprese continuano ad avere bisogno.
Il ragionamento prende le mosse dall’allarme lanciato da Briatore sulla progressiva scomparsa di falegnami e muratori e sulla tendenza a considerare l’università come il percorso privilegiato per le nuove generazioni. Una posizione già al centro del dibattito pubblico negli anni scorsi, che riapre il tema del valore riconosciuto alla formazione professionale e al sapere artigiano. assoporti.it
Petrucci estende questa preoccupazione alle attività che conosce attraverso la propria esperienza imprenditoriale. Nel comparto dell’auto, osserva, la continuità dei servizi dipende dalla disponibilità di persone preparate, capaci di acquisire esperienza e di assumere progressivamente responsabilità operative. Quando viene meno questo passaggio, la difficoltà riguarda tanto la ricerca di personale quanto la possibilità di tramandare il mestiere.
La sua riflessione coinvolge anche la ristorazione e i servizi, dalla carenza di camerieri e cuochi alla ricerca di addetti alle pulizie. Attività differenti, accomunate, nella lettura dell’imprenditore, dalla necessità di ricostruire un collegamento più solido tra formazione e lavoro.
Nel ragionamento di Petrucci rientra anche una valutazione critica sull’esperienza del reddito di cittadinanza: a suo giudizio, in alcuni casi il sostegno avrebbe favorito la permanenza fuori dal lavoro regolare o la convivenza con attività non dichiarate, interrompendo occasioni di inserimento e apprendimento professionale. Si tratta della valutazione dell’imprenditore, che non costituisce una spiegazione generale delle difficoltà di reperimento del personale.
Il nodo posto da Petrucci riguarda dunque il futuro delle competenze: chi riparerà un’automobile, gestirà un’autorimessa o garantirà i servizi quotidiani se non si formeranno nuove professionalità? Un interrogativo che porta al centro del confronto il riconoscimento dei mestieri e la necessità di offrire ai giovani percorsi concreti di crescita, nei quali capacità pratiche, preparazione e prospettive professionali possano trovare spazio.