Il programma politico

Il Programma Politico

Il cittadino romano, i politici di tutti gli schieramenti, gli uffici comunali, la Sovrintendenza ai Beni Archeologici, le associazioni ambientaliste e di quartiere spesso si perdono in chiacchiere, mentre i fatti concreti scarseggiano. Di conseguenza, i lavori subiscono continui intoppi e ritardi nella loro esecuzione. Un esempio emblematico è il Museo della Città di Roma, che avrebbe dovuto rappresentare per la Capitale ciò che il Louvre è per Parigi o il Prado per Madrid. Già negli anni ’80, l’allora assessore Renato Nicolini ne parlava, ma il progetto non si è mai concretizzato.

Un ulteriore problema è la mancanza di una visione comune: se un progetto nasce sotto un’amministrazione di sinistra, viene spesso cancellato o posticipato da quella di destra (e viceversa). Questa instabilità decisionale impedisce alla città di evolversi e di competere con le grandi capitali europee e mondiali. Per evitare questa situazione, il Comune e lo Stato dovrebbero garantire tempi e costi certi per la realizzazione delle opere, evitando il ricorso eccessivo ai subappalti, che contribuiscono solo all’aumento delle spese e ai ritardi.

Non è accettabile che Roma, una città di tale rilevanza storica e turistica, non abbia ancora un Tevere navigabile, sia per scopi turistici che per il trasporto pubblico (come avviene, ad esempio, a San Pietroburgo). Manca inoltre una funivia urbana, presente invece in città come Colonia; un porto crocieristico a Fiumicino, che potrebbe incentivare il turismo; un hotel a cinque stelle con annesso casinò presso l’ex Colonia Vittorio Emanuele sul lungomare di Ostia; la rimozione del lungo muro che ostruisce la vista del mare; un ostello della gioventù comunale; una pista da ciclismo indoor; uno stadio di baseball (un’idea che in passato prevedeva addirittura la possibilità di ospitare una partita della Major League americana); eventi sportivi di rilievo come gare di MotoGP o di Formula 1, che a Roma si disputavano già negli anni ’30.

Oltre alle infrastrutture, è necessaria anche una valorizzazione della memoria storica della città. Sarebbe opportuno:

  • Riqualificare le ville storiche e riaprire i musei;
  • Istituire un museo dedicato ai fatti storici del Ventennio fascista, perché la storia, nel bene o nel male, non può essere cancellata, e deve essere studiata al di là delle ideologie politiche;
  • Creare un museo in ricordo delle vittime del terrorismo rosso e nero;
  • Istituire un museo sulla lotta alla mafia e intitolare un maggior numero di vie, monumenti e targhe a coloro che hanno perso la vita contrastando la criminalità organizzata, soprattutto nei quartieri ad alta intensità criminale;
  • Dedicare un museo alle “Marocchinate” in Italia;
  • Creare un museo sul Comunismo;
  • Allestire un’esposizione con i beni confiscati alle mafie, dove le scuole dei quartieri disagiati possano recarsi in visita didattica;
  • Realizzare una nave militare-museo, come avviene a San Pietroburgo;
  • Installare targhe commemorative nei luoghi dove un tempo sorgevano campi di internamento presenti nel territorio della Capitale;
  • Erogare un monumento o una targa commemorativa dedicata all’affondamento della corazzata “Roma”;
  • Istituire un museo dell’aeronautica civile e dell’Alitalia, magari riutilizzando l’aeroporto militare di Centocelle, ormai in disuso.

Roma ha un enorme potenziale, ma senza una strategia chiara e condivisa continuerà a restare indietro rispetto alle grandi l Comune dovrebbe impegnarsi a portare a termine le opere incompiute dai costruttori – che si tratti di palazzi, capannoni, centri commerciali, ville, centri sportivi, parcheggi interrati o ex fabbriche dismesse – avvalendosi di nuove società di costruzioni qualora quelle inizialmente autorizzate non siano più in grado di completare i lavori. Inoltre, non si dovrebbe permettere l’avvio di nuovi cantieri in altre zone della città fino a quando non verranno completate le opere già iniziate, così da preservare il verde urbano e scongiurare il degrado. Le costruzioni lasciate a metà, infatti, diventano spesso rifugio per sbandati e delinquenti.

Il Comune di Roma dovrebbe inoltre avere il coraggio, nel caso di abbattimento di fabbriche dismesse, palazzi o altri edifici, di trasformare quegli spazi in aree verdi, piantando alberi o destinandoli a coltivazioni di canapa, che contribuirebbero a ridurre i livelli di CO₂. Un esempio concreto potrebbe essere il recupero dei 2 km di tangenziale dismessi prima e dopo la Stazione Tiburtina. A questo si aggiunge la necessità di un serio piano di recupero ambientale per le cave dismesse, ispirandosi al modello finlandese.

Per quanto riguarda la realizzazione di nuovi quartieri o grandi aree urbane, il Comune dovrebbe stipulare accordi con i costruttori affinché le prime opere realizzate siano di interesse pubblico, come fognature, aree verdi e spazi gioco per i bambini. È inaccettabile che intere zone di nuova costruzione finiscano rapidamente nel degrado per mancanza di servizi essenziali.

Fondamentale per il bene della cittadinanza è superare le divisioni politiche e lavorare congiuntamente per permettere lo sviluppo economico della città. Questo sviluppo deve partire dal potenziamento del trasporto pubblico, oggi in condizioni disastrose: molti autobus, tram e treni – come la linea Roma-Viterbo – sono privi di aria condizionata. Serve inoltre una maggiore cura della città attraverso:

  • Pulizia regolare di strade, aree verdi, spiagge, fiumi e parchi naturali;
  • Manutenzione di fossi e canali per prevenire allagamenti;
  • Installazione di un maggior numero di contenitori per la raccolta del vetro, soprattutto nelle zone della movida;
  • Maggiore manutenzione di panchine, rimozione delle insegne di negozi e aziende chiuse, riparazione del manto stradale e pulizia dei tombini;
  • Svolgimento di lavori come la riparazione delle buche o la potatura degli alberi durante le ore notturne, per evitare di aggravare il traffico nei giorni feriali;
  • Manutenzione di guardrail e piste ciclabili, molte delle quali ancora incomplete;
  • Decoro e pulizia dei cimiteri, dove le condizioni attuali risultano indegne;
  • Riqualificazione della segnaletica stradale, spesso illeggibile o malfunzionante (ad esempio, i pannelli elettronici che indicano la velocità);
  • Installazione di cartelli turistici che segnalino siti archeologici, località marittime, lacustri o sciistiche, attualmente assenti perfino sul Grande Raccordo Anulare e nelle metropolitane.

Per dare impulso all’economia e al turismo, sarebbe necessario:

  • Riaprire cinema e teatri storici ormai chiusi;
  • Ristrutturare stabilimenti balneari abbandonati;
  • Creare un campeggio comunale e riqualificare quelli privati chiusi di Castel Fusano e Monte Antenne;
  • Realizzare i grattacieli progettati ma mai costruiti a causa del vincolo sull’altezza rispetto alla Cupola di San Pietro;
  • Costruire un acquario di rilevanza europea;
  • Creare parcheggi multipiano sul lungomare di Ostia per migliorare la viabilità e favorire il turismo;
  • Sviluppare l’allevamento ittico a Ostia;
  • Istituire un servizio di navette e treni per collegare Roma con le discoteche estive della zona;
  • Impiegare, in attività di utilità pubblica come l’agricoltura o la pulizia della città, chi percepisce sussidi statali senza lavorare, oltre a detenuti con pene medio-lievi e comunità rom.

Gli immobili confiscati alle mafie – così come casali, box, negozi, uffici, ospedali dismessi, caserme e forti militari – potrebbero essere riconvertiti in edilizia popolare o centri di accoglienza per senzatetto e padri separati in difficoltà.

Per quanto riguarda Ostia, il litorale romano soffre di gravi problemi infrastrutturali e di degrado. È inconcepibile che le spiagge siano sempre più erose dal mare, con stabilimenti e alberghi abbandonati, e che le spiagge comunali siano prive di pedane per l’accesso ai disabili. Inoltre, manca un vero e proprio casinò, un hotel a cinque stelle e un porto crocieristico. Al loro posto, troviamo un lungo muro di stabilimenti balneari che occlude la vista del mare, un centro Caritas e roulotte di fortuna, ben lontani dall’essere un biglietto da visita adeguato per i turisti stranieri. Serve una riqualificazione mirata per:

  • Il recupero degli stabilimenti balneari e dei chioschi di Capocotta;
  • La valorizzazione della zona dell’Idroscalo, rispettando gli abitanti che vi risiedono;
  • La costruzione di un’elisuperficie per il soccorso sanitario, oggi assente;
  • La riapertura del Tribunale Civile e l’istituzione di una sede della D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia).

Tra le attrazioni mancanti a Roma si segnalano:

  • Un circo stabile come a Mosca o Montecarlo;
  • Mercatini di Natale sul modello di Colonia;
  • Un ostello della gioventù comunale;
  • Un impianto per il ciclismo e uno per l’atletica indoor;
  • Spazi dedicati agli anziani, come centri sociali e circoli bocciofili, che potrebbero anche occuparsi dell’apertura e chiusura di ville e parchi pubblici;
  • La possibilità di rendere il laghetto dell’EUR balneabile;
  • La creazione di un parco fluviale a Tor di Valle.

Infine, per migliorare il decoro urbano, sarebbe opportuno introdurre il lavaggio notturno delle strade del centro storico, evitare l’abbandono di biciclette e monopattini sui marciapiedi e rimuovere forzatamente i veicoli in sosta abusiva. Un modello efficace potrebbe essere l’installazione di cassonetti sotterranei, come avviene a Helsinki. Inoltre, andrebbero costruiti più parcheggi multipiano in ferro – anziché interrati – in zone strategiche come Piazzale Flaminio, Piazzale Clodio, Stadio Olimpico e il lungomare di Ostia.

Serve un aumento dei posti auto per disabili e per i motocicli, oltre a una maggiore regolamentazione della circolazione di biciclette e monopattini, che dovrebbero essere soggetti ad assicurazione e obbligo di casco per garantire maggiore sicurezza stradale. Da riqualificare, infine, tutti quei parcheggi oggi lasciati in condizioni di totale degrado, spesso su strade sterrate o aree verdi.

Le condizioni dei bagni pubblici, sia quelli automatizzati che quelli in muratura, sono vergognose e necessitano di una completa riqualificazione. Lo stesso vale per i cimiteri capitolini, che versano in uno stato di degrado inaccettabile.

È fondamentale procedere con la riqualificazione delle aree gioco per bambini, prevedendo l’installazione di telecamere per contrastare gli atti di vandalismo. Il decoro urbano passa anche attraverso una migliore collocazione dei mercati comunali: è inaccettabile che siano posizionati in mezzo al traffico e al caos cittadino. È necessario trasferirli in spazi adeguati, dotandoli di strutture igienico-sanitarie idonee.

Si propone inoltre lo spostamento degli autodemolitori fuori dal Grande Raccordo Anulare, suddividendoli in macro-aree (Nord, Sud, Est, Ovest). Contestualmente, è indispensabile procedere con l’abbattimento dei ruderi fatiscenti, sia privati che comunali, per favorire nuove costruzioni a uso residenziale o aziendale.

Per la tutela del fiume Tevere e del suo ecosistema, è necessaria l’installazione di barriere antiplastica alla foce e una maggiore cura delle sue acque. Un’idea concreta potrebbe essere l’acquisto di una draga comunale per intervenire sul fondale del Tevere e del Canale dei Pescatori. Inoltre, è prioritario completare le banchine pedonali lungo le sponde del fiume per renderlo più fruibile a cittadini e turisti, oltre a rimuovere i relitti di barche abbandonati.

Si propone anche di incentivare lo sviluppo di fungaie e tartufaie nelle cave e nei sotterranei della città. È necessario completare la pista ciclabile lungo il Tevere, da Tor di Valle a Ostia, e portare a termine le opere mai concluse, tra cui scuole, impianti sportivi, musei e altre infrastrutture di pubblica utilità.

Tra le criticità da segnalare:

  • Mancanza di attracchi per canoe sul Tevere e sull’Aniene.
  • Impianti di irrigazione del verde inefficienti.
  • Percorsi pedonali nei parchi malridotti o assenti.
  • Carenza di percorsi dedicati a ciechi e ipovedenti, sia in strada che nelle stazioni metro.
  • Assenza di parchi acquatici invernali per famiglie con bambini.
  • Mancanza di piscine invernali e centri termali aperti nei weekend per le famiglie.
  • Assenza di un collegamento ferroviario diretto tra Roma e Ascoli.
  • Scarsa manutenzione delle scalinate artistiche, come quelle di Trastevere in direzione Gianicolo.

Doveroso far riferimento al fatto che la città è diventata uno zoo a cielo aperto, con topi, gatti, cinghiali, volpi, lupi, serpenti, gabbiani, piccioni e pappagalli ormai parte del contesto urbano. Preoccupante l’assenza di interventi per la gestione del guano degli storni, così come la mancanza di un’adeguata derattizzazione, con ratti che spuntano ovunque e a tutte le ore. Inoltre, è necessario combattere il degrado causato da writer e vandali che imbrattano monumenti, negozi, muri e metropolitane. Si propone l’obbligo di esposizione della bandiera del Comune di Roma e della Repubblica Italiana in tutti gli uffici pubblici e nelle scuole. Inoltre, sarebbe opportuno fornire ai dipendenti pubblici apposite divise con lo stemma della città, così come per i tassisti, rappresentando un valido biglietto da visita per Roma.

Per quanto riguarda il servizio taxi, si suggerisce l’installazione obbligatoria di telecamere a bordo e l’emissione obbligatoria dello scontrino fiscale, così da prevenire truffe sulle tariffe, in particolare nei tragitti tra gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e il centro storico.

Si propone inoltre di introdurre l’obbligo per tutti coloro che, per ragioni lavorative, si trovano a contatto con i turisti di possedere una conoscenza adeguata della lingua inglese. Questo riguarderebbe, ad esempio, i dipendenti degli uffici pubblici, gli autisti di taxi e mezzi pubblici, gli albergatori, gli addetti alle autorimesse e altre categorie professionali. Ciò eviterebbe critiche da parte della stampa estera sulla scarsa conoscenza delle lingue straniere da parte degli operatori del settore.

È necessario incrementare il numero di agenti della Polizia Municipale e risolvere la problematica legata all’assenza di una sala prove per la banda musicale della Polizia Locale.

Un’altra misura importante riguarda l’assunzione, da parte del Comune, di investigatori privati per contrastare l’assenteismo tra i dipendenti di AMA e ATAC. Inoltre, è fondamentale migliorare l’efficienza degli uffici comunali, riducendo i tempi di attesa per il rilascio di documenti come carte d’identità e certificati, attualmente soggetti a lunghe e ingiustificate attese.

Per il trasporto pubblico, si chiede il potenziamento e il completamento delle linee tramviarie e ferroviarie già progettate. Attualmente mancano:

  • il collegamento metropolitano con l’aeroporto di Ciampino,
  • la fermata ferroviaria Tecnopolo Tiburtino,
  • il collegamento della Metro C (Pantano) con i Castelli Romani e i Laghi,
  • un collegamento bus o tram tra Ostia e l’aeroporto di Fiumicino,
  • un collegamento diretto, almeno nei weekend invernali, con gli impianti sciistici del Terminillo.

Si evidenzia la necessità di un ammodernamento del parco mezzi in servizio e il ripristino dei bigliettai su bus e tram, oltre all’aumento degli addetti nelle biglietterie delle stazioni metro e ferroviarie. Per migliorare la sicurezza del personale, sarebbe utile l’introduzione di guardie giurate a tutela degli operatori, spesso soggetti ad aggressioni.

Per quanto riguarda le infrastrutture, risultano assenti o inadeguati:

  • il collegamento pedonale tra la Metro A e la Metro C alla fermata San Giovanni,
  • il collegamento pedonale tra la Metro A e la stazione ferroviaria Tuscolana,
  • il collegamento pedonale tra la Metro B e la stazione ferroviaria Ostiense,
  • pensiline o ripari alle fermate dei mezzi pubblici,
  • ascensori e scale adatte a persone con disabilità o madri con passeggini nelle stazioni della metropolitana,
  • un sistema efficiente di segnaletica elettronica per i capolinea della metropolitana.

Si ritiene indispensabile garantire il servizio di autobus e metropolitane h24. Inoltre, è necessaria una maggiore disponibilità di taxi su prenotazione, specialmente nelle ore notturne e nelle periferie, con particolare attenzione alla carenza di taxi attrezzati per persone con disabilità.

Nel settore dei trasporti, è fondamentale affrontare alcune criticità legate all’Aeroporto di Fiumicino, il principale scalo della Capitale, che non garantisce operatività h24, inclusi i servizi commerciali presenti al suo interno. Questo è inaccettabile per un hub internazionale, soprattutto considerando che aeroporti come quelli di Mosca e Istanbul offrono servizi continuativi. Inoltre, sarebbe opportuno che il personale aeroportuale vigilasse sulle corse notturne dei taxi, per prevenire eventuali problemi di sicurezza o truffe.

Un’altra questione da affrontare riguarda la rimozione degli aerei Alitalia ormai abbandonati sulle piste di Fiumicino, che rappresentano un elemento di degrado per lo scalo.

Per quanto concerne la sicurezza nei trasporti pubblici, una misura efficace potrebbe essere l’affiancamento di una guardia giurata ai bigliettai su autobus, metropolitane e treni, così da contrastare borseggi e ridurre il fenomeno dell’evasione del biglietto. Parallelamente, è necessario rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei vari Municipi, attraverso la riattivazione delle caserme di Polizia e Carabinieri oggi abbandonate e il completamento di quelle in costruzione.

Sempre in tema di sicurezza urbana, è fondamentale intensificare la lotta contro i venditori ambulanti abusivi, contrastando il fenomeno con azioni concrete.

Riqualificazione urbana e sviluppo sociale

La riqualificazione dei quartieri dovrebbe partire dall’istituzione di centri di orientamento al lavoro e scuole professionali per settori specifici, come la vendita di automobili e la carrozzeria. Inoltre, si potrebbe incentivare la costruzione di Centri per il Riuso, la creazione di una Casa della Cultura (magari recuperando antichi casali), l’apertura di case famiglia comunali per disabili e di biblioteche di quartiere.

Un ruolo centrale dovrebbero averlo anche i cinema e i teatri, visti come luoghi di socialità e cultura, per prevenire la ghettizzazione dei quartieri popolari. Contestualmente, si potrebbe sostituire le tradizionali fontanelle con case dell’acqua Acea, per ridurre gli sprechi e migliorare l’accesso a risorse idriche di qualità.

Un altro aspetto cruciale è l’incentivo agli imprenditori locali affinché investano nel territorio, mettendo a disposizione capitali e idee per la crescita della città.

Valorizzazione del patrimonio storico e ambientale

Per quanto riguarda il patrimonio archeologico, è necessaria una maggiore manutenzione dei siti già esistenti. In caso di nuovi ritrovamenti, questi dovrebbero essere resi accessibili al pubblico, anche se situati in aree periferiche. Inoltre, si potrebbe valorizzare i reperti conservati nei depositi museali, allestendo mostre o aprendo nuovi musei nei diversi quartieri della città. Questo genererebbe nuovi luoghi di interesse, opportunità lavorative e un rilancio culturale per alcuni Municipi.

Dal punto di vista ambientale, è prioritario il recupero di aree verdi devastate da incendi, come il Pratone di Torre Spaccata e Monte Mario. Un intervento utile sarebbe l’assunzione di un numero maggiore di giardinieri comunali: attualmente, quelli in servizio a Roma rappresentano solo il 10% di quelli presenti a Parigi. Inoltre, si dovrebbero installare fototrappole per individuare e sanzionare chi abbandona rifiuti nelle periferie.

Un’ulteriore iniziativa potrebbe essere il riutilizzo degli spazi del complesso di San Michele a Ripa Grande, destinandoli ad attività artigianali e artistiche di eccellenza. Infine, sarebbe importante riqualificare i ricoveri per cavalli e carrozze a Villa Borghese, preservando un patrimonio storico e turistico significativo.

Questi investimenti dovrebbero essere portati avanti con convinzione e con tutte le risorse comunali disponibili, evitand Uno dei problemi più gravi riguarda le numerose scuole chiuse o mai aperte, nonostante il sovraffollamento delle classi in diversi istituti. Non è accettabile mantenere edifici scolastici inutilizzati mentre le scuole esistenti versano in condizioni di degrado. Tra le criticità più comuni vi sono la scarsa manutenzione degli edifici, delle aule, delle aree verdi e delle palestre, che risultano assenti in oltre la metà degli istituti romani di ogni grado. Inoltre, è inaccettabile la mancanza di docce per gli studenti dopo le lezioni di educazione fisica, così come la carenza di materiale scolastico ed igienico-sanitario, tra cui banchi, lavagne, sapone e carta igienica.

Un’altra problematica riguarda le piscine comunali, molte delle quali sono prive di sollevatori per tetraplegici, rendendole inaccessibili a persone con disabilità.

Il ruolo della donna nella società romana

È necessario porre l’attenzione sul ruolo della donna nel mondo del lavoro e nella società capitolina. Si deve incentivare un maggior numero di donne in ruoli dirigenziali all’interno di uffici e aziende comunali. Inoltre, la figura femminile andrebbe valorizzata anche nella toponomastica e nei luoghi della cultura, dedicando più vie, scuole e musei a donne illustri della storia italiana e romana.

Il fallimento nella candidatura ai grandi eventi

È inaccettabile che Roma non sia riuscita a ottenere la possibilità di organizzare i Giochi Olimpici del 2020 o l’EXPO 2030. L’ultimo grande evento internazionale realizzato in città, escludendo il Giubileo, risale a troppo tempo fa. Inoltre, Roma non ha mai ospitato importanti competizioni sportive come:

  • i Campionati europei e mondiali di vela a Ostia,
  • gli Europei di Beach Volley a Ostia,
  • i Mondiali di Basket,
  • una gara del Mondiale di Go Karting,
  • gare del Mondiale di Gran Turismo,
  • i Mondiali dilettantistici di boxe,
  • i Giochi del Mediterraneo a Ostia,
  • l’America’s Cup di vela a Ostia,
  • i Mondiali di Baseball,
  • i Campionati europei o mondiali di hockey su ghiaccio.

Tutto ciò dimostra una scarsa capacità di attrarre investimenti e valorizzare la città a livello internazionale.

Iniziative sociali e contrasto al degrado

Dal punto di vista sociale, sarebbe utile creare una rete di recupero giornaliero del cibo non consumato nei bar e ristoranti, da destinare alle famiglie bisognose e ai senzatetto. Un’iniziativa simile era il progetto “Arca di Roma”, previsto sul Lungotevere Tor di Quinto, che tuttavia non è mai stato realizzato.

Un altro tema urgente riguarda le occupazioni abusive degli immobili, che andrebbero affrontate considerando il caro vita, gli affitti troppo elevati e la precarietà lavorativa con salari insufficienti.

L’educazione civica e il rispetto delle tradizioni

Le attuali condizioni della città sono anche il risultato della mancanza di educazione civica nelle scuole e della scarsa attenzione delle famiglie nell’educazione dei minori. È necessario affrontare questo tema con serietà, poiché incide su ordine pubblico, pulizia urbana, bullismo e cyberbullismo.

In questo contesto, è importante ribadire il valore delle tradizioni cristiane e culturali del nostro Paese nelle scuole. Elementi come il crocifisso, il presepe e la recita di Natale non sono solo simboli religiosi, ma anche strumenti di unità sociale, nel pieno rispetto delle altre culture presenti sul territorio.

Chi trae vantaggio da questa situazione?

Infine, sorge una domanda: a chi giova questo stato di degrado, l’assenza di riforme significative e la mancata pianificazione di uno sviluppo europeo e internazionale per la città?

  • Alla Chiesa?
  • Al Nord Italia?
  • All’Europa o agli Stati Uniti?
  • Alle grandi famiglie italiane e internazionali?
  • Oppure siamo noi stessi incapaci, come cittadini e classe dirigente, di valorizzare Roma e renderla una capitale all’altezza del suo ruolo?o di destinare fondi a progetti che finiscono per non essere mai realizzati.

Servirebbe inoltre attenzione alla mostra della transvolata oceanica a Ostia (assente) al Museo della pesca a Ostia (assente)  oltre a valutare l’importanza di  inserimento di aziende comunali di cereali – vitigni – uliveti – fungaie – tartufaie per produrre il marchio ”Roma Dop ” o ” Roma Igp ” in Italia e nel mondo!

Roma, città eterna e simbolo universale di cultura, sport e civiltà, ha bisogno di un piano ambizioso e concreto per il rilancio del decoro urbano, la valorizzazione del patrimonio pubblico e privato, e la creazione di nuove strutture culturali e sportive. Tutti gli interventi proposti possono essere realizzati attraverso investimenti privati, italiani o esteri, con il supporto del Comune, che deve facilitare l’accesso, semplificare le procedure e garantire trasparenza.
Il Comune dovrebbe farsi carico della rimozione di veicoli, moto, biciclette e monopattini abbandonati sulle strade, addebitando successivamente i costi ai proprietari o agli eredi. Allo stesso modo, è necessario intervenire per la pulizia e la messa in sicurezza di aree verdi private, edifici abbandonati come ville, capannoni, aziende e ospedali, garantendo il recupero delle spese sostenute.
La manutenzione degli arenili comunali deve essere costante e non limitata alla stagione estiva, e il dragaggio del Canale dei Pescatori a Ostia deve essere effettuato anche in inverno. È urgente anche la ricostruzione del Pontile dei Pescatori sul lungomare di Ostia, danneggiato dalle mareggiate.
Roma merita nuovi spazi museali che celebrino la sua identità e la sua memoria. Oltre al Museo degli Sportivi Romani, si propone la creazione di un Museo degli Attori Romani, un Museo dei Cantanti Romani, un Museo della Scienza – ancora assente in forma strutturata nonostante la presenza di piccole realtà museali – e un Museo del Bombardamento di Roma, che racconti le 51 incursioni aeree subite tra il 1943 e il 1944. Sul lungomare di Ostia, si propone la realizzazione di un mausoleo commemorativo dedicato all’affondamento della corazzata Roma, avvenuto il 9 settembre 1943, in cui persero la vita oltre 1.500 marinai. Sempre a Ostia, si potrebbe istituire un Museo dei Bombardamenti, per raccontare la storia bellica del litorale romano.
Ispirandosi ai grandi impianti indoor realizzati in Cina, come lo Snow World di Shanghai o il Water Cube di Pechino, Roma potrebbe dotarsi di una pista da sci al chiuso e di un centro acquatico coperto di ultima generazione. Queste strutture, realizzabili con investimenti privati, offrirebbero nuove opportunità di sport e intrattenimento per cittadini e turisti.
La riapertura della storica “Pista d’Oro” per il go-kart, accompagnata da un Museo del Karting, rappresenterebbe un tributo alla tradizione motoristica romana. Si propone anche la realizzazione di una pista di pattinaggio su ghiaccio al chiuso, discoteche estive sul mare, e centri acquatici coperti.
Lo Stadio Flaminio deve essere ripristinato come casa del rugby romano, mentre la Città del Rugby a Spinaceto, mai completata, va ultimata e restituita alla comunità. Tor di Valle merita un Museo Ippico che valorizzi la tradizione equestre della zona, e Roma dovrebbe dotarsi di un parco solare urbano, simbolo di sostenibilità e innovazione.
Un altro luogo simbolico da recuperare è il Campo Testaccio, storico impianto dell’AS Roma. La sua riapertura come scuola calcio o sede di un Museo della Roma Calcio è sostenuta da cittadini e tifosi, e ha ricevuto il via libera all’interesse pubblico da parte del Municipio I.
È urgente riqualificare il mercato storico di Porta Portese, l’ex Centro Carni, l’ex Mercato dei Fiori, i mercati rionali su strada e le caserme e forti militari in stato di abbandono, trasformandoli in spazi pubblici funzionali, culturali e sociali.
La riapertura dell’Ospedale Forlanini è fondamentale, così come il recupero del Museo Anatomico “Eugenio Morelli”. L’ex Istituto Ittiogenico, un tempo centro d’eccellenza per la biologia marina, deve essere salvato e restituito alla città.
Infine, Roma deve colmare gravi assenze nella sua offerta museale: un Museo del Ricordo delle Foibe e un Museo della Shoah, che rendano omaggio alla memoria e al contributo della comunità ebraica romana.
Roma ha tutte le risorse, la storia e il talento per tornare a essere un modello di bellezza, innovazione e memoria. Serve solo la volontà politica, una visione strategica e il coinvolgimento attivo di investitori privati, italiani e internazionali, pronti a credere nel futuro della Capitale.
Roma, città eterna e custode di una storia millenaria, merita un sistema museale più ricco, inclusivo e rappresentativo della sua identità.
Proponiamo la creazione e il recupero di spazi culturali che raccontino aspetti ancora poco valorizzati della memoria collettiva e della storia cittadina e nazionale:
Museo del Sottomarino: Un centro espositivo dedicato alla storia della marina sottomarina italiana, con focus su tecnologia, missioni e testimonianze storiche.
Musei di AS Roma e SS Lazio: Due spazi distinti per celebrare le glorie sportive, le tifoserie e il patrimonio calcistico delle due squadre simbolo della città.
Museo della Protezione Civile: Un luogo di memoria e formazione dedicato ai volontari e operatori che intervengono nelle emergenze, con percorsi interattivi e didattici.
Museo delle Industrie Romane (1800–1900): Un museo che racconti la Roma industriale, le sue fabbriche, i mestieri e l’evoluzione economica della città.
Museo del Mulino ad Acqua (Parco della Caffarella): Un piccolo centro naturalistico e tecnologico per valorizzare il patrimonio idraulico e agricolo del parco.
Museo delle Forze Speciali Italiane: Uno spazio dedicato ai reparti d’élite delle forze armate, con sezioni storiche, interattive e commemorative.
Museo del Ricordo dei Terremoti Contemporanei: Un luogo di memoria e sensibilizzazione, con testimonianze, ricostruzioni e percorsi educativi sulla prevenzione.
Museo del Tevere: Un museo dedicato al fiume che ha plasmato la storia di Roma, con sezioni sulla sua evoluzione, le piene storiche, i mestieri fluviali e il suo ruolo urbano.
Museo Ittiogenico: un centro scientifico e divulgativo dedicato alla fauna ittica dei fiumi e dei laghi italiani, con focus su biodiversità, allevamento sostenibile, tutela ambientale e educazione ecologica.
Museo Ferroviario di Roma storicamente attivo dal 1954 al 1964 presso la Stazione Termini, con l’obiettivo di restituire alla città un centro espositivo dedicato alla storia delle ferrovie italiane, oggi disperso tra Milano e Pietrarsa
Museo delle Armi presso l’ex fabbrica Breda: per raccontare la storia della produzione bellica e industriale italiana, con esposizioni di armamenti, tecnologie e testimonianze storiche
Museo dello Spazio e dell’Aereo Spaziale: in collaborazione con la Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell’Università La Sapienza, per raccontare la storia dell’astronautica italiana, i lanci del programma San Marco, i satelliti e le tecnologie aerospaziali sviluppate a Roma
Museo dell’Industria Farmaceutica Romana: per raccontare la storia delle aziende farmaceutiche nate e sviluppatesi nella Capitale, con esposizioni di strumenti, packaging storici, laboratori e testimonianze scientifiche
Museo dell’Ippica a Tor di Valle : presso l’ex ippodromo progettato da Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini, per raccontare la storia delle corse di trotto e galoppo, le grandi competizioni, le scuderie e l’architettura avveniristica delle tribune. Un centro espositivo e didattico che restituisca dignità a un impianto oggi in stato di abbandono.
Museo del Velodromo Olimpico : in memoria dell’impianto inaugurato nel 1960 all’EUR e demolito nel 2008
Museo del Motovelodromo Appio : nel quartiere Tuscolano, dove si svolsero gare di ciclismo, motociclismo e le prime partite dell’A.S. Roma
Museo del Cinodromo di Ponte Marconi:  per raccontare la storia delle corse dei levrieri e la vita sociale attorno all’impianto chiuso nel 2002
Museo Astronomico e Planetario  all’Eur : potenziamento e rilancio , come centro divulgativo e didattico per scuole, famiglie e turisti
Museo del Razionalismo e del Brutalismo : nel cuore di Roma, dove il marmo antico convive con il barocco e il rinascimento, si erge un patrimonio architettonico spesso ignorato quello del razionalismo e del brutalismo. Linee nette, volumi severi, superfici grezze e simmetrie rigorose raccontano una storia di ideali, utopie e contraddizioni. Questa mostra fotografica vuole restituire dignità visiva a un’estetica troppo a lungo relegata ai margini del gusto. Attraverso l’obiettivo, il cemento diventa poesia. Le facciate spoglie si trasformano in tele astratte, i corridoi infiniti in metafore del tempo, le scale in spirali di pensiero. Ogni scatto è un atto di riscoperta: del Palazzo della Civiltà Italiana, delle chiese sperimentali degli anni ’60, dei quartieri popolari dell’EUR, delle università e degli edifici pubblici che incarnano l’utopia funzionalista. Questa esposizione non è solo un tributo all’architettura, ma un invito a guardare Roma con occhi nuovi. A cogliere la bellezza nel rigore, l’emozione nella materia, la memoria nella forma. Perché anche il cemento sa raccontare storie.
Si propone inoltre  il  recupero e valorizzazione della metropolitana costruita e mai completata durante il periodo fascista al quartiere Quadraro, con l’obiettivo di restituire alla città un’infrastruttura storica e funzionale: riconversione in spazio culturale o ambientale, organizzazione di visite guidate per scuole e cittadini ,allestimento di una fungaia urbana o di un museo sotterraneo dedicato alla storia del trasporto romano, il recupero di  conventi, chiese e monasteri abbandonati: riqualificazione di edifici storici per trasformarli in spazi culturali, musei tematici, biblioteche ,centri civici e case per emergenza abitativa, la Trasformazione di garage, box e negozi abbandonati in abitazioni, dove possibile e nel rispetto dei requisiti urbanistici e sanitari, per offrire soluzioni abitative sostenibili e contrastare il degrado edilizi. Proponiamo il Recupero del Ponte Emilio (Pons Aemilius), noto come Ponte Rotto, il primo ponte in muratura di Roma (III–II sec. a.C.), da valorizzare come sito archeologico accessibile, la Riqualificazione del Ponte Mammolo, ponte medievale sul tratto orientale del Tevere, da trasformare in percorso ciclabile e pedonale, il  Recupero dei piloni del Ponte Bailey a Tor di Quinto, con la proposta di una piazza urbana sospesa sul Tevere, la Valorizzazione del ponte in ferro abbandonato di Castel Giubileo, costruito alla fine dell’Ottocento e protagonista durante la Seconda guerra mondiale come unico attraversamento carrabile del Tevere a nord di Ponte Milvio .
Roma deve tornare a essere una città che forma, produce e valorizza il lavoro manuale, tecnico e creativo.
Proponiamo: Recupero dell’ex Città delle Arti e Mestieri di via Tuscolana, da trasformare in polo permanente per la formazione professionale e l’artigianato urbano, Riqualificazione dell’ex Borghetto degli Artigiani nel Municipio V , III e I, con la ricostruzione di un villaggio artigiano urbano, Recupero dell’ex Centro per l’Artigianato di Tiburtino III (via del Frantoio), oggi abbandonato e sgomberato. Si propone la sua rifunzionalizzazione come scuola dei mestieri, officina didattica e centro civico per il quartiere, con laboratori, corsi e spazi per giovani e famiglie, Inserimento nelle scuole professionali comunali di corsi per carrozzieri, venditori auto, meccanici, elettrauto e tecnici dell’automotive , in collaborazione con aziende del settore, Creazione di una rete di scuole dei mestieri, con corsi per falegnami, fabbri, sarti, ceramisti, restauratori, cuochi, agricoltori urbani, tecnici ambientali e operatori digitali, Riconversione di spazi abbandonati in officine didattiche, con percorsi di apprendistato e inserimento lavorativo, Questa proposta promuove inclusione, formazione e rinascita produttiva, restituendo dignità al lavoro artigiano e rigenerando spazi urbani oggi dimenticati.
    • Roma custodisce un patrimonio architettonico poco conosciuto ma straordinario: le ex fabbriche, colonie, edifici razionalisti e brutalisti del XIX e XX secolo. Luoghi oggi abbandonati o sottoutilizzati, che raccontano la storia del lavoro, dell’assistenza pubblica, dell’urbanistica moderna. Proponiamo un progetto di recupero e valorizzazione che unisca funzione abitativa e culturale, questi spazi possono diventare abitazioni pubbliche o private, integrate con musei, archivi, gallerie fotografiche e centri culturali aperti alla cittadinanza.
      Ex Fabbriche: Leo, Fiorucci, Mira Lanza, Linda, Lanificio Luciani, Snia Viscosa, Chinotto Neri, Oleificio Portuense, Cartiere di via Assisi e via Salaria, Filanda , Romanazzi, Focalia, Italcable, Fiorentini,Breda
      Ex Molino : Agostinelli , Grandi Molini Italiani
      Ex Fornaci Laterizie : Mariani, Veschi, Pomilia
      Architetture pubbliche: Ex case del fascio, ex Opera Nazionale Maternità e Infanzia, ex Orfanotrofio alla Marcigliana, ex Case Cantoniere
      Spazi simbolici: Ex colonia marina di Ostia, ex  Fornaci Laterizie
       
      Un nuovo modello urbano : Abitazioni con identità storica, dove vivere significa anche custodire la memoria , Musei integrati negli spazi residenziali, accessibili al pubblico e curati da enti o associazioni, Mostre fotografiche e installazioni che raccontano la trasformazione urbana, Centri culturali di quartiere, per eventi, laboratori e attività sociali
       
      Questa visione non è utopia:
      • La Centrale Montemartini ha trasformato una centrale elettrica in museo
      • Il MAAM ha unito arte, abitazione e inclusione sociale
      • La Fonderia 900 è diventata spazio creativo e produttivo
      Recuperare questi luoghi significa costruire una Roma che vive la sua storia, che abita la cultura e che offre nuovi modelli di convivenza urbana. Un progetto per il futuro, radicato nella memoria.
      Roma è circondata da castelli medievali, ville nobiliari, casali agricoli e residenze storiche che raccontano secoli di storia, arte e vita sociale. Molti di questi luoghi, costruiti tra il Medioevo e il primo Novecento, oggi versano in stato di abbandono, ma conservano un fascino unico e un valore culturale immenso.
      Proponiamo un progetto di recupero e rifunzionalizzazione di queste dimore, con l’obiettivo di trasformarle in abitazioni pubbliche o private, integrate con spazi museali, fotografici e culturali aperti alla cittadinanza.
      Castello di Lunghezza: fortezza medievale con giardini e sale storiche, già sede di eventi culturali
      Castello di Colli Aniene: struttura strategica da recuperare come presidio culturale
      Villa York: villa storica immersa nel verde, oggi in degrado, ideale per residenza e musei
      Casale della Cervelletta: torre medievale e casale cinquecentesco, simbolo dell’Agro Romano
      Casali agricoli dell’Agro Romano: disseminati tra Tor Cervara, Tor Sapienza, Prenestina , Salaria , Ardeatina, etc.
      Villa Flora: ex Villa Signorini, con casino nobile e serre ottocentesche in ghisa e vetro, oggi invase dalla vegetazione. Un progetto di riqualificazione è in corso, ma serve una visione culturale integrata
      Queste dimore possono diventare centri vivi di cultura e memoria, dove si abita la storia e si costruisce il futuro. Un progetto che unisce bellezza, sostenibilità e partecipazione, restituendo a Roma il suo patrimonio invisibile.
      Roma è una città stratificata, dove ogni epoca ha lasciato tracce visibili e invisibili. Oltre ai monumenti celebri, esiste un patrimonio sommerso: ville nobiliari abbandonate, casali rurali, castelli medievali, ex fabbriche, colonie, periferie dimenticate. Luoghi che raccontano storie di lavoro, resistenza, creatività e dolore.
      Proponiamo un progetto di recupero e musealizzazione diffusa, che unisca funzione abitativa, culturale e sociale, trasformando questi spazi in abitazioni pubbliche o private con musei integrati, centri culturali, archivi e luoghi di memoria.
      Museo delle Olimpiadi: presso lo Stadio Flaminio, oggi in stato di abbandono, per raccontare la storia dello sport e dei Giochi del 1960
      Museo della RAI: ampliando il Museo della Radio, per valorizzare la storia della televisione e della comunicazione italiana
      Museo del Rastrellamento del Quadraro: per ricordare l’operazione nazista del 17 aprile 1944, con sede presso il monumento o il murale storico o all’interno della metropolitana non ultimata dal ventennio fascista
      Museo delle Periferie: per raccontare l’evoluzione urbana, sociale e architettonica dei quartieri popolari
      Museo dei Campi d’Internamento: in collaborazione con il Museo della Shoah e il Museo “Vite di IMI”, per documentare la storia degli internati militari e civili
      Museo della comunicazione e tecnologia :  all’interno dell ‘ Ex Italcable (Via Tuscolana, 1263): luogo dei primi esperimenti di Guglielmo Marconi,
      Riapertura della stazione metro Farnese: con collegamento pedonale sicuro verso lo Stadio Olimpico
      Riapertura  Fonte Appia (Via di Ciampino, 73): storica sorgente da riattivare come presidio idrico e culturale
      Riutilizzo dell’ex stazione ferroviaria di Trastevere (Piazza Ippolito Nievo): da nodo di trasporto a spazio culturale e sociale
      Riapertura dell’IceVillage a Colli Aniene (Via di Grotta di Gregna, 22): storica pista di pattinaggio su ghiaccio, oggi chiusa, da recuperare come centro sportivo e aggregativo per giovani e famiglie
       
      Roma Ritrovata è un progetto che vuole restituire alla città il suo patrimonio invisibile, trasformando luoghi dimenticati in spazi vivi, inclusivi e partecipati. Dove si abita la storia, si coltiva la cultura e si costruisce il futuro.
      Roma è una città che porta sulle spalle il peso di contraddizioni storiche e ambientali. Campi rom abbandonati, depuratori dismessi, cave devastate: luoghi dimenticati che possono diventare motori di rinascita. Proponiamo un piano integrato per chiudere cicli di marginalità e degrado, trasformandoli in opportunità di lavoro, inclusione e sostenibilità.
      Si propone la chiusura dei campi rom e integrazione lavorativa , rimozione dei depuratori Acea dismessi , recupero delle cave dismesse , Roma conta 111 cave dismesse, molte delle quali devastano il paesaggio e minacciano la biodiversità , questo piano mira a trasformare il disagio in risorsa, con un approccio inclusivo e sostenibile.
      Roma conta una cinquantina di cinema e teatri d’epoca chiusi, molti dei quali abbandonati da anni. Proponiamo il Recupero e riapertura dei cinema e teatri storici con valore architettonico o culturale, destinandoli a spazi culturali, sociali, formativi o museali ,Tutela degli edifici con rilevanza storica, evitando la conversione in spazi commerciali o abitativi , Riconversione in sale polifunzionali, centri civici, teatri di quartiere, spazi per giovani e scuole di cinema ,Trasformazione in abitazioni per i cinema e teatri privi di valore storico, con progetti di edilizia sostenibile e sociale, contribuendo a ridurre il degrado urbano e rispondere al bisogno abitativa, Creazione di un fondo per il riutilizzo delle sale dismesse, anche in collaborazione con investitori privati.

 

Roma merita una visione ambiziosa, capace di valorizzare il suo patrimonio, migliorare la qualità della vita e restituire dignità agli spazi urbani. Il piano di interventi proposto abbraccia cultura, ambiente, mobilità e rigenerazione urbana, con l’obiettivo di trasformare la città in un modello di innovazione e memoria.
Si parte dalla riqualificazione dei laghi artificiali e scomparsi — come quelli della Salaria, delle Saline, di Villa Borghese e Villa Ada — per restituire alla città polmoni verdi e specchi d’acqua dimenticati. I parchi pubblici saranno oggetto di manutenzione costante, con cartellonistica chiara e percorsi valorizzati. Le aree archeologiche verranno dotate di segnaletica moderna e accessibile, mentre i sinkhole antropogenici saranno studiati e raccontati come fenomeni geologici urbani.
Sul fronte culturale, Roma potrà contare su una rete museale senza precedenti: dal Museo della storia contemporanea italiana (1946–2025) al Museo dell’Italianità, passando per il Museo della moda, quello del giocattolo con oltre 16.000 pezzi, e il Museo dell’intelligenza artificiale. Si prevede la creazione di spazi dedicati alla discoteca, alla telefonia, al profumo, alla nautica italiana, agli armamenti contemporanei, ai vulcani romani, e persino alla zecca e all’artigianato nautico moderno. La Biblioteca Rispoli, con i suoi 85.000 volumi, sarà finalmente valorizzata.
La città affronterà anche una profonda riqualificazione urbana: Ostia tornerà a vivere attraverso il recupero del progetto anni ’60–’70 (case Armellini), mentre ex strutture come il Kursaal, Airport, Satellite, Bellavista, Country Club e la casa del passeggero a Termini saranno riconvertite. I residence per emergenza abitativa verranno chiusi o trasformati, e gli ex campeggi troveranno nuova destinazione. Saranno rimossi benzinai abbandonati, camper e roulotte da zone turistiche, antenne e parabole obsolete (oltre 1,3 milioni), e le sirene anti-aereo superstiti (30 unità).
La mobilità sarà ripensata con l’estensione della rete filobus, nuove corsie preferenziali per autobus, e la pedonalizzazione del centro storico da Termini al Lungotevere, riservata a bus, taxi, NCC e scooter elettrici. Le fermate Cotral saranno dotate di pensiline, le stazioni abbandonate recuperate, e i mezzi pubblici finalmente climatizzati. Saranno ripristinati ascensori e scale mobili, tabelloni elettronici, colonnine SOS, e telefoni dei taxi.
Roma celebrerà anche la sua anima festiva con un Carnevale internazionale ispirato a Viareggio, Venezia e Rio de Janeiro, e con luminarie tricolori nei luoghi simbolici come il centro, gli aeroporti e le stazioni.
Le catacombe ebraiche saranno aperte e valorizzate, mentre le barche abbandonate sul Tevere verranno rimosse per far spazio a un Museo del fiume.
Infine, si interverrà su servizi essenziali: pulizia notturna di strade e marciapiedi, disinfestazione estiva, manutenzione dei bagni pubblici, docce e spogliatoi nelle spiagge libere, e la creazione di una Scuola dell’arte delle medaglie. Roma ospiterà anche il Museo dell’Expo mai realizzato, e si limiterà l’apertura di grandi centri commerciali con multisala, per proteggere il commercio di quartiere e i cinema storici.
Queste proposte mirano a rafforzare l’identità culturale della città, promuovere la conoscenza storica e creare nuove opportunità di turismo, formazione e inclusione.