SONDRIO – Valorizzare il patrimonio immobiliare dismesso, creare nuovi spazi culturali e migliorare i servizi pubblici. Sono alcune delle riflessioni avanzate dall’imprenditore romano Gianluca Pietrucci dopo una visita nel capoluogo valtellinese, città che a suo giudizio possiede importanti potenzialità di sviluppo ancora in parte inespresse.
Tra le priorità individuate vi è il recupero di numerose strutture oggi inutilizzate o sottoutilizzate. Pietrucci guarda in particolare alla riqualificazione dell’ex cotonificio Fossati, immaginato come un polo multifunzionale capace di ospitare abitazioni, aree verdi e spazi museali. Analoga attenzione viene riservata ad altri immobili simbolo della città, come l’ex sede Enel, l’ex cinema Astra, l’ex ospedale psichiatrico e l’ex palazzetto dello sport, che potrebbero essere restituiti alla collettività attraverso nuovi progetti di rigenerazione urbana.
Accanto al recupero del patrimonio edilizio, l’imprenditore individua alcune opportunità di sviluppo rivolte alle famiglie e al turismo. Tra queste figurano la realizzazione di una piscina all’aperto, la creazione di aree attrezzate con giochi gonfiabili utilizzabili sia nella stagione estiva sia nei periodi più freddi e il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità per finalità culturali e sociali, anche attraverso la creazione di nuovi spazi espositivi.
Non mancano però le criticità. Secondo Pietrucci, una delle principali riguarda i collegamenti con Milano, giudicati insufficienti per una città che ambisce a rafforzare il proprio ruolo turistico ed economico. Tra le problematiche segnalate anche la manutenzione delle pavimentazioni storiche, con alcuni interventi effettuati mediante asfaltatura di tratti in sampietrini, l’assenza di una grande area verde pubblica nel centro cittadino e una segnaletica ritenuta poco efficace per indirizzare visitatori e turisti verso siti archeologici, luoghi di culto, strutture sportive, uffici pubblici e attrazioni culturali.
Tra i temi affrontati vi sono inoltre la presenza di impianti sciistici non più utilizzati, che potrebbero essere riconvertiti o rimossi per ridurre il degrado paesaggistico, la necessità di eliminare vecchie insegne appartenenti a negozi e fabbriche chiuse e il recupero di immobili e capannoni abbandonati presenti in diverse zone del territorio.
L’imprenditore evidenzia poi la necessità di rafforzare i sistemi di videosorveglianza, installare servizi igienici pubblici nei parchi cittadini e ripristinare il funzionamento di alcune fontane artistiche oggi prive di acqua.
Un capitolo a parte riguarda l’offerta culturale. Pur riconoscendo il valore delle realtà già presenti, Pietrucci ritiene che Sondrio potrebbe arricchire ulteriormente il proprio panorama museale con strutture dedicate alla civiltà contadina, alla storia del tessuto, all’arte casearia, alla tradizione del salume valtellinese, alle auto storiche, alla cultura della mela e dell’olio, fino a un museo etnografico dedicato alle personalità che hanno contribuito alla crescita del territorio. Tra le idee proposte anche la creazione di un “Museo della Mente”, dedicato alla storia dell’assistenza psichiatrica e all’evoluzione delle cure nel corso del tempo.
Per Pietrucci, la sfida per il futuro di Sondrio passa dunque attraverso un equilibrio tra recupero del patrimonio esistente, nuovi servizi per cittadini e visitatori e valorizzazione delle tradizioni locali, con l’obiettivo di rendere il capoluogo valtellinese sempre più attrattivo sotto il profilo culturale, turistico ed economico.