Referendum cittadinanza, Pietrucci: “Serve modello rigoroso, come in Svizzera e Australia”

Pietrucci annuncia il NO al referendum cittadinanza, mentre 4 i SI agli altri quesiti referendari!

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ROMA – 21 maggio 2025 – In vista del referendum abrogativo numero 4 previsto per domenica 8 e lunedì 9 giugno 2025, il tema della cittadinanza italiana torna al centro del dibattito pubblico. Tra le voci che si sono levate con decisione in questi giorni c’è quella dell’imprenditore romano Gianluca Pietrucci, che propone una visione strutturata e selettiva dell’accesso alla cittadinanza, ispirandosi a modelli esteri ritenuti virtuosi.

Dobbiamo prendere esempio dalla Svizzera e dall’Australia – dichiara Pietrucci – dove la cittadinanza non è un diritto automatico, ma un traguardo da conquistare attraverso un percorso serio e consapevole”. Per l’imprenditore, è fondamentale che lo straniero abbia una residenza stabile, un lavoro regolare, un conto corrente bancario, e paghi le tasse. Inoltre, ritiene imprescindibile lo studio della lingua italiana, della cultura e delle leggi, con il superamento di un esame finale che certifichi l’effettiva integrazione.

Pietrucci va oltre, proponendo anche un meccanismo di revoca della cittadinanza in caso di reati: “Se si commette un crimine, la cittadinanza deve poter essere revocata. Chi entra a far parte della comunità nazionale deve condividere e rispettare le sue regole, senza eccezioni”.

La posizione dell’imprenditore nasce anche da un’esperienza personale: “La madre della mia prima figlia è albanese, è arrivata in Italia nel 1997 e ha ottenuto la cittadinanza dopo dieci anni, rispettando tutti i requisiti. Anche i suoi familiari sono perfettamente integrati. Lo stesso vale per mia moglie attuale, russa, che ha avviato il percorso per diventare cittadina italiana. So di cosa parlo: non è una questione ideologica, ma di responsabilità civile”.

Il referendum numero 4 riguarda proprio le norme sull’acquisizione della cittadinanza e ha già suscitato un acceso confronto tra chi spinge per una semplificazione e chi, come Pietrucci, sostiene una linea più rigorosa, mirata a garantire una reale integrazione e un senso di appartenenza alla comunità nazionale.

In un clima politico sempre più polarizzato, la voce di imprenditori e cittadini che vivono ogni giorno la realtà dell’integrazione potrebbe influenzare l’opinione pubblica e contribuire a orientare il voto. Le urne diranno se l’Italia è pronta a cambiare il proprio approccio alla cittadinanza o se prevarrà una visione più inclusiva e flessibile.

Infine Pietrucci ritiene che come requisito per ottenerla  si debba considerare la leva militare obbligatoria triennale.

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