Roma, 22 settembre 2025 – Una proposta forte e concreta quella avanzata dall’imprenditore romano Gianluca Pietrucci, che ha rilanciato il tema del recupero degli immobili privati abbandonati o incompiuti nella Capitale.
Secondo Pietrucci, palazzi, case, ville, casali, negozi, capannoni, industrie, centri commerciali, discoteche, cinema, teatri, hotel, fornaci e persino garage che da anni versano in stato di degrado o rimangono incompiuti rappresentano una risorsa non sfruttata per la città. L’alternativa alla costruzione di nuove strutture, spesso destinate a restare invendute, potrebbe dunque essere il recupero del patrimonio edilizio già esistente.
La proposta si articola in due ipotesi: da un lato la possibilità di confisca, abbattimento o completamento delle opere incompiute, con successiva destinazione a edilizia popolare o ad usi civici; dall’altro, la manutenzione a carico del Comune, che si rivalerebbe poi sui proprietari degli immobili. Un approccio che, secondo l’imprenditore, permetterebbe non solo di ridare nuova vita a interi quartieri, ma anche di generare occupazione nel settore edilizio.
Come esempio Pietrucci cita il caso del Villino Sartorio, simbolo di un patrimonio architettonico che rischia di andare perduto se non sottoposto a interventi tempestivi.
La riflessione apre un dibattito su un tema centrale per Roma: da un lato il bisogno crescente di alloggi e spazi pubblici, dall’altro l’enorme quantità di edifici vuoti o in rovina che punteggiano la città. La proposta di Pietrucci si inserisce in un contesto in cui le politiche urbane dovranno confrontarsi con la rigenerazione e la valorizzazione del costruito, riducendo il consumo di suolo e trasformando il degrado in opportunità.