Pigneto, bambine in giro con il burqa. Pietrucci: “inaccettabile”

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Roma, ottobre 2025 –L’’imprenditore romano Gianluca Pietrucci, esprime preoccupazione per la presenza, nel quartiere Pigneto, di bambine che indossano il burqa o altri abiti tradizionali islamici insieme alle madri.

Nel messaggio che vuole lanciare Pietrucci definisce “non accettabile” la visione di bambine di 8-10 anni vestite con tale abbigliamento come accade nel quartiere Pigneto di Roma, sostenendo che la mancata integrazione culturale rappresenterebbe un problema per la società italiana. L’imprenditore invoca un intervento dei servizi sociali nei confronti delle famiglie coinvolte e propone misure più rigide per chi, a suo giudizio, non si adatta ai valori del Paese ospitante, arrivando a suggerire l’espulsione dal territorio nazionale.

Pietrucci fa inoltre riferimento a concetti come il “Piano Kalergi” e richiama episodi storici come la battaglia di Lepanto e le Crociate, interpretandoli come avvertimenti sull’espansione islamica in Europa.

Le parole dell’imprenditore hanno immediatamente generato una forte reazione online. Alcuni utenti hanno condiviso le sue preoccupazioni sul tema dell’integrazione culturale, mentre altri hanno condannato i toni del messaggio, giudicandoli eccessivi o discriminatori.

Il tema del burqa e dell’abbigliamento religioso continua a dividere l’opinione pubblica italiana. In passato, diverse amministrazioni locali avevano discusso la possibilità di introdurre regolamenti che limitassero l’uso di indumenti che coprono il volto, invocando motivi di sicurezza o di tutela dei diritti delle donne, ma la questione rimane tuttora aperta.

Si rammenta inoltre che il partito di Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per vietare il velo integrale e contrastare il fondamentalismo islamico in Italia. Il progetto di legge “contro il separatismo”, promosso dalla deputata FdI Sara Kelany insieme ai cofirmatari Galeazzo Bignami e Francesco Filini, “serve a contrastare la nascita di enclave, contro-società in cui si applica la legge sharitica e non l’ordinamento italiano, e dove prolifica il fondamentalismo islamico”, ha spiegato Sara Kelany, che lo ha presentato alla Camera con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.

Al momento, Pietrucci non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni pubbliche in merito al post, né risultano interventi ufficiali da parte delle autorità.

 

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