ROMA 8 AGOSTO 2025 – Viviamo in un Paese in cui puoi acquistare un immobile, ristrutturarlo, pagare regolarmente tasse e imposte… e poi scoprire che non puoi più entrarci, perché qualcuno ha deciso di occuparlo abusivamente. E lo Stato? Spesso sta a guardare, intrappolato tra burocrazia, procedure lente e un’assurda distorsione della parola “tutela”.
Questa è una denuncia, ma anche una riflessione amara.
Sono imprenditore, non teorico. Parlo per esperienza diretta, come tanti cittadini che si trovano ostaggio nelle proprie case, espropriati di fatto da un sistema che non difende i diritti, ma alimenta l’illegalità.
Negli ultimi mesi si è parlato molto della nuova normativa sull’occupazione abusiva, eppure — ancora oggi — chi occupa senza titolo un immobile può rimanerci per mesi, se non anni, mentre il legittimo proprietario guarda da fuori, impotente. E questo non solo in caso di occupazione violenta, ma anche di contratti scaduti, morosità pluriennali, rifiuto a lasciare l’immobile anche dopo sentenze favorevoli.
La domanda è semplice e disarmante: esiste ancora la proprietà privata in Italia?
O dobbiamo considerarla un’illusione, un’utopia borghese?
La legge offre strumenti, è vero: dalla nuova procedura accelerata per le occupazioni abusive, alle azioni legali per sfrattare inquilini morosi. Ma la verità è che questi strumenti non vengono applicati con la dovuta fermezza. Le procedure si arenano tra tribunali intasati, ricorsi, proroghe, interpretazioni “umanitarie” che troppo spesso scivolano nell’abuso.
Attenzione: non si tratta di criminalizzare il disagio sociale.
Ma il disagio non può mai diventare pretesto per la violazione dei diritti altrui. Il rispetto della legge deve essere la base su cui si costruisce ogni forma di solidarietà. Altrimenti, si alimenta soltanto una guerra tra poveri, tra chi può e chi non può permettersi di difendersi legalmente.
Serve coraggio politico e giuridico: applicare le leggi esistenti, snellire i tempi della giustizia, tutelare davvero i piccoli proprietari, spesso anziani, che vivono del proprio affitto.
E serve una nuova consapevolezza: la casa è un diritto, ma anche la proprietà lo è.
Metterli in conflitto non risolve nulla. Ricostruire equilibrio è l’unica via per una società giusta.
Gianluca Pietrucci
Imprenditore
riferimenti stampa:
Francia e Spagna Sfratti più veloci per gli inquilini che non pagano l’affitto per due mesi consecutivi: la proposta di Fdi